Cosa mangiare a Roma

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Cosa mangiare a Roma? La tradizione culinaria della capitale è molto vasta e, se durante un nostro viaggio abbiamo l’intenzione di provare i piatti tipici, non possiamo sottrarci ad alcune specialità. Cominciamo dagli spaghetti alla carbonara, che si preparano con guanciale, aglio, olio, uova sbattute, parmigiano e pepe nero. E che dire poi degli spaghetti cacio e pepe? Semplici, ma buonissimi. Nella pasta all’amatriciana il dilemma è sempre uno, se mettere la cipolla oppure no. Ma in fin dei conti questo piatto risulta gustoso in ogni caso, con guanciale, parmigiano, pecorino, pomodoro e olio d’oliva. La pasta più indicata è costituita dai bucatini.

Le altre specialità

Non può mancare come secondo nella tradizione romana l’abbacchio, un piatto caratteristico della tradizione di Pasqua. Da non perdere la coda alla vaccinara. Si tratta di pezzi di coda di manzo, che vengono cotti a fuoco lento con l’aggiunta di pomodoro e di diverse verdure. Per dessert, ottime sono le ciambelline al vino, ma squisiti sono anche i bignè di San Giuseppe, che sono fritti e ripieni di crema pasticcera.

I vini

La zona di Roma e dintorni è anche famosa per i vini buonissimi che la tradizione propone. Ad esempio possiamo citare la romanella, il vino rosso dei Castelli, che ha un sapore frizzante e dolce. Riguardo in particolare alla zona dei Castelli Romani, esistono diversi tipi di vini, a seconda che ci rivolgiamo al bianco, al rosato o al rosso. E poi come non ricordare il Cerveteri, nelle sue varianti frizzante, secco, rosato amabile, novello? E’ un prodotto tipico sia della provincia di Roma che di quella di Viterbo. Anche i Colli della Sabina, nel territorio di Roma e di Rieti, danno vita a dei vini squisiti, dal bianco frizzante al rosato, dal rosso spumante al novello.

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La misticanza romana

Forse non tutti la conoscono, ma la misticanza romana è una base ideale per un contorno favoloso, tipico della tradizione culinaria romana. Si tratta di un insieme di erbe di campo, che si possono cucinare con olio, sale, aceto e filetti di acciughe. C’è anche chi mette il pomodorino fresco e il peperoncino. La tradizione riporta a quando le donne antiche andavano a “fare un po’ di misticanza”. Si recavano nelle colline vicine al santuario della Madonna del Divino Amore e lì raccoglievano queste verdure da cucinare.

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