Trenette alla genovese: la ricetta della pasta al pesto

trenette alla genovese

Le trenette alla genovese costituiscono la classica ricetta della pasta al pesto. Davvero un buon piatto della tradizione ligure, che è capace di fare la differenza, proponendoci un ottimo primo da preparare nella quotidianità. Esistono numerose varianti di pesto già pronte, che ci fanno risparmiare tempo in cucina. Tuttavia vi consigliamo di prepararlo fresco in casa, senza l’aggiunta di conservanti, in modo che questo condimento possa essere davvero buono e salutare, all’insegna di una dieta sana. La pasta al pesto è ricca di numerose varianti. Ti consigliamo, per cominciare, quella con fagiolini e patate.

Pasta pesto, fagiolini e patate

Per preparare questo primo appetitoso, procurati i seguenti ingredienti:

  • 400 grammi di trenette
  • 2 patate
  • 200 grammi di fagiolini
  • 160 grammi di basilico
  • 60 grammi di pinoli
  • 2 spicchi d’aglio
  • 60 grammi di parmigiano grattugiato
  • 400 grammi di pecorino grattugiato
  • 200 ml di olio extravergine d’oliva
  • sale

Comincia dalla preparazione del pesto. In un mortaio pesta le foglie di basilico, eseguendo un movimento circolare. Aggiungi i pinoli, l’aglio e un pizzico di sale. Continua a pestare sempre e, a poco a poco, versa l’olio. Amalgama i formaggi e lascia riposare.

Dopo aver tagliato le patate e i fagiolini a pezzetti, lessali per 5 minuti in acqua salata. Fai cuocere le trenette nella pentola insieme alle verdure. Scola la pasta, le patate e i fagiolini e metti tutto in una ciotola insieme al pesto, amalgamando per bene.

I barattolini pronti di pesto

Non fidarti troppo dei barattolini pronti di pesto. Spesso vengono usati ingredienti che non rientrano affatto in un’alimentazione sana. Spesso la salsa viene allungata con verdure miste, come, per esempio, la lattuga, le zucchine o il prezzemolo. Anche l’olio usato molte volte non è di qualità.

Il vero pesto alla genovese si ottiene con il basilico di Prà, con ingredienti esclusivamente liguri. Ma quello dei barattolini pronti non è spesso questo tipo di basilico. A volte vengono usati anche dei sostituti dei pinoli, come le noci, gli anacardi, le mandorle e semi vari. Scegli di fare il pesto in casa, in modo da usare ingredienti dei quali sei sicuro sulla provenienza: ne guadagnerai in gusto e pure in salute.

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Pasta fagiolini e pomodorini

Una variante davvero gustosa della pasta con il pesto è quella che prevede l’inclusione nella ricetta dei fagiolini e dei pomodorini, per un gusto ancora più intenso. In questo caso possiamo usare le caserecce o le pennette rigate. Ci servono:

  • 300 grammi di pasta
  • 200 grammi di pesto
  • 200 grammi di fagiolini
  • 250 grammi di pomodorini

Taglia i pomodorini, lessa i fagiolini e riducili a pezzetti. Lessa la pasta in abbondante acqua salata, scola e mescola con il pesto. Unisci le verdure. Puoi aggiungere anche del parmigiano grattugiato, per rendere questa pasta ancora più buona.

Le origini del pesto

Secondo alcuni esperti, il pesto sarebbe stato creato nell’Ottocento. Si tratterebbe dell’evoluzione di una salsa d’aglio che veniva utilizzata nel XIII secolo, specialmente per conservare i cibi. Questa salsa, che si realizzava mediante il pesto d’aglio, veniva chiamata aggiadda. Originariamente il pesto veniva chiamato “battuto alla genovese” e veniva utilizzato per condire le lasagne, le tagliatelle o gli gnocchi.

Nella versione iniziale si usava il pecorino sardo, poi altri chef cominciarono a sostituirlo con il cosiddetto formaggio d’Olanda, che era particolarmente diffuso a Genova in seguito agli scambi con i Paesi Bassi. Soltanto negli ultimi anni del XIX secolo si cominciò ad aggiungere pinoli e noci.

Perché si utilizza proprio il basilico di Prà? C’è una leggenda popolare che vorrebbe che il basilico sia originario di un convento situato sulle alture di Prà. Si racconta che un frate raccolse un po’ di questa erba e la unì ad altri ingredienti. Pestando il tutto ottenne una ricetta che si può considerare una sorta di antenato del pesto. Il nome dell’ingrediente utilizzato venne consacrato al santo del convento, San Basilio. Altri, invece, fanno risalire alla Grecia antica le origini del basilico, dal significato greco “erba regale”.


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