Dieta per acido urico alto: cibi da evitare e rimedi naturali

dieta per acido urico

La dieta per l’acido urico alto prevede dei cibi da evitare e dei rimedi naturali utili, che ci consentono di tenere sotto controllo i problemi che derivano dal fatto che questi cristalli possono superare i livelli di limite. Ad un tasso normale, gli acidi urici sono utili per l’organismo, anche perché servono alla costruzione del DNA e dell’RNA. Le ricerche scientifiche hanno messo in evidenza che avrebbero anche un’azione antiossidante e interverrebbero nel migliorare la risposta immunitaria del corpo. Ad alte dosi, però, l’organismo non riesce più a smaltirli e questi cristalli cominciano a depositarsi nel sangue, nei reni e nel fegato.

Sintomi dell’iperuricemia

Le conseguenze dell’accumulo dell’acido urico nel nostro corpo sono tante: le cartilagini diventano più rigide, dure e infiammate, si altera il processo della digestione e si ha la possibile formazione di calcoli. I sintomi non sono sempre molto evidenti, però ci sono alcune spie che ci possono indicare un deposito anomalo di acido urico. Ecco di che cosa si tratta:

  • si è più gonfi e più soggetti alla ritenzione idrica,
  • le caviglie e i piedi sono gonfi, doloranti e arrossati,
  • si avvertono dolori diffusi alle articolazioni,
  • subentrano con più facilità infiammazioni, bruciori gastrici e infezioni alle vie urinarie,
  • si urina di meno e le urine appaiono più dense e più scure.

Livelli da considerare

I livelli anomali di acido urico nell’organismo si riscontrano attraverso l’esame del sangue. I parametri normali sono i seguenti (i numeri sono riferiti alle percentuali di acidi urici riscontrate):

  • per gli uomini fra 2,5 e 7 ml per decilitro di sangue,
  • per le donne fra 2,5 e 6 ml per decilitro di sangue.

Cibi da evitare

Se si soffre di acido urico alto, alcuni cibi andrebbero evitati. Ecco quali sono:

  • alcuni tipi di pesce, come le acciughe, l’aringa, gli sgombri e i crostacei,
  • panna e burro,
  • carni rosse, carne di maiale o di agnello,
  • preparazioni come il dado di carne,
  • alcol,
  • tè, caffè, bibite gassate.

Rimedi naturali

Grazie ai rimedi naturali si può seguire un vero e proprio programma di depurazione, che parte dai reni. Questi ultimi possono essere considerati dei veri e propri filtri dell’organismo. Ripulendoli, il nostro corpo riesce a ripristinare un equilibrio acido-alcalino, con la riduzione del gonfiore. La mattina bevi l’estratto di alga marina, che riesce a catturare gli acidi urici, li ingloba nelle feci e li smaltisce. In particolare l’alga marina Ascophyllum nodosum è proprio adatta a questo scopo. Inoltre riesce ad apportare ferro, selenio, zinco, potassio, calcio, magnesio, vitamine del gruppo B, vitamina E e vitamina K. Si può comprare in erboristeria sotto forma di integratori in capsule. Si prende accompagnata da un bicchiere di acqua, da un minimo di una settimana ad un massimo di un mese.

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Durante la giornata si può provare una tisana di erbe alcalinizzanti, in grado di sciogliere i cristalli degli acidi urici e di contrastare la ritenzione idrica. Le erbe che vanno mescolate tutte assieme per la preparazione di un infuso di questo tipo sono: la verga d’oro, la rosa canina, la saponaria, il sambuco, la frangola e la finestra.

Un piccolo trucco per chi ha poco tempo
Un piccolo trucco, se non possiamo trovare tutte queste erbe, consiste nel bere acqua con bicarbonato di sodio. Quest’ultimo aiuta contro i livelli alti di acido urico nel sangue e contro i calcoli renali. In un bicchiere di acqua da 200 ml si può sciogliere un cucchiaino da tè di bicarbonato e si beve subito. Se ne possono assumere fino a 4 bicchieri al giorno, ma limitatamente al tempo di 2 settimane.

La seconda fase del programma depurativo prevede la riattivazione del fegato e delle strategie per rendere meno acido il sangue. Ecco perché alla sera si può assumere un infuso a base di piante amare. Le più utili sono l’equiseto, il frassino e la betulla. Il primo contrasta le scorie acide che si accumulano nella pelle, nelle mucose e nelle cartilagini. Il secondo è antinfiammatorio e la terza svolge una funzione purificante e di drenaggio. Bastano 50 grammi di radice di equiseto, 20 grammi di corteccia di frassino, 20 grammi di betulla. Si mettono tre pizzichi di questo composto in 500 ml di acqua, si porta ad ebollizione, poi si filtra e si beve per tutto il pomeriggio fino alla sera.

La sera prepara la zuppa d’orzo e di bardana, in grado di rifornire il corpo di vitamine, di sali minerali e di antiossidanti. Condiscila con un filo d’olio d’oliva a crudo, per disporre anche di un’ottima riserva di vitamina E.

Prima di andare a dormire arricchisci l’acqua del bagno serale con un decotto formato da 300 grammi per 3 litri di acqua di pianta essiccata di erica. L’erica tonifica la muscolatura e disinfiamma la pelle, tiene sotto controllo l’acidificazione dei tessuti e contiene flavonoidi. Si rivela antisettica per quanto riguarda le vie urinarie e quindi utile nel caso in cui si soffra di cistite.

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